La Campagna Internazionale per la messa al Bando delle Mine Terrestri, l’ICBL - International Campaign to Ban Landmines, è stata lanciata nel 1992 da una coalizione di sei organizzazioni non governative: Handicap International, Human Rights Watch, Medico International, Mines Advisory Group, Physicians for Human Rights and Vietnam Veterans of America Foundation. Queste organizzazioni, presenti sui territori colpiti, hanno potuto constatare gli effetti nefasti delle mine antipersona su diverse popolazioni in Africa, Medio Oriente e America Latina. Tramite le sei organizzazioni fondatrici, l’L’ICBL ha raccolto fin dal suo inizio un’ampia gamma di informazioni riguardanti l'impatto delle mine antipersona sulla vita e lo sviluppo delle popolazioni civili. Tutto ciò grazie ad una approfondita conoscenza teorica e ad una solida esperienza sul terreno.
Nel frattempo, la Campagna si è estesa ad oltre 1400 gruppi attivi in più di 90 paesi. Si tratta fra l'altro di istituzioni che si occupano di donne, di bambini, di veterani, di gruppi religiosi, di ambiente, di diritti umani, di controllo sulla proliferazione delle armi, di pace o di sviluppo sostenibile. Tutti questi gruppi sono impegnati sul piano locale, nazionale e internazionale con l'obiettivo di eliminare le mine antipersona.
Nel 1997, l’ICBL e l’allora coordinatrice Jody Williams, sono state insignite del Premio Nobel per la Pace, grazie al lavoro svolto per la promozione del Trattato Internazionale contro le Mine. L’ICBL e la sua rete di organizzazioni richiedono la messa al bando dell'uso, della produzione, dello stoccaggio e del trasferimento di mine antipersona. Contemporaneamente, esse chiedono maggiori aiuti internazionali da destinare alla bonifica delle zone minate e ai programmi di sostegno alle vittime. Attraverso una rete di ricercatori, l’ICBL tiene sotto osservazione l’evoluzione della situazione mondiale relativa alle mine pubblicando un rapporto annuale, Landmine Monitor Report. L’ICBL conduce attività sul piano giurdico, politico e della sensibilizzazione; si impegna in azioni di lobbying per l’universalizzazione del Trattato d’Ottawa contro le mine (Mine Ban Treaty) e la verifica della sua corretta applicazione. Inoltre, l’ICBL sostiene diversi programmi umanitari legati ai bisogni delle popolazioni colpite dalle mine : sostegno ai sopravvissuti, alle famiglie e alle comunità ; azioni diplomatiche volte alla cessazione completa della produzione, dell'uso e del trasferimento di mine antipersona da parte dei gruppi armati statali e non. L’ICBL partecipa a riunioni periodiche riguardanti l'evoluzione del Trattato, fa pressione sugli Stati che ancora non hanno firmato il Trattato affinché lo facciano al più presto e chiede ai gruppi armati non statali di rispettare anche loro la messa al bando delle mine. Condannando l'uso delle mine, l’ICBL sensibilizza il pubblico organizzando eventi che generano il dibattito e l’attenzione dei media.
L’ICBL è composta da un comitato esecutivo composto da quattro membri e da un comitato consultativo formato da 21 organizzazioni. Attualmente, i quattro membri dello Staff dell’ICBL operano a Ginevra, la sede principale, a Parigi e a Roma. Ogni anno, l’ICBL accoglie e può contare sull'apporto di diversi stagisti.